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Il Casentino
La comunita' di S.Gennaro di Capolona, fu una fondazione laica, del marchese Ugo di Tuscia, negli anni a cavallo tra il X e XI secolo. Questo privilegio imperiale conferma che essa rimase sempre nella sfera di influenza imperiale. Una maggiore conferma e' data da un secondo privilegio dello stesso imperatore, datato al 1164, in cui si confermano a Guido Guerra dei Conti Guidi, tutti i suoi beni in Toscana e in Romagna; l'imperatore affida inoltre al conte, suo fedele, la comenditia et wardia de Fronzola e dell'abbazia di Capolona. Nel corso dei secoli XIII e XIV, il castello di Fronzola rimase possesso dei Guidi, che seppero far fronte anche al tentativo del vescovo di Arezzo Guido di Pietramala, che nel 1322 prese il castrum. Nel 1344 infatti, con aiuti provenienti da Firenze, i conti ripresero la loro fortificazione. Nel 1440, il Conte Francesco dei Guidi fu costretto a cadere alla repubblica di firenze la fortezza di Fronzola. Resti della fortificazione: sul punto piu' alto del poggio rimangono
un grosso brano di muratura e due cisterne.
Il tratto di muratura e' conservato per circa 29m. ... alle estremita' di questo tratto di muratura sono visibili due torri
a pianta rettangolare, sporgenti rispetto alla cortina del muro di due metri. Le torri alte 10 mt, presentano i lati rivolti verso l'interno della fortificazione aperti.
Lungo la cortina interna del tratto di mura si individuano tra la folta vegetazione , le tracce di una scala chiaramente costruita in fase con la cortina del muro.
La tecnica muraria risulta omogenea e di unica fase lungo tutto il tratto murario, costituita da due cortine di blocchi di calcare grigio e marrone ben squadrati, su filari paralleli,
tenuti da un sottile letto di malta biancastra. [...]
Questo tratto murario e' identificabile con i resti di quella che dovette essere la cinta muraria del castello, che in una formella del cenotafio del vescovo
Tarlati e' appunto rappresentata come un circuito murario intervallato da torri, che racchiude
una torre centrale piu' grande, di cui pero' non resta traccia. all'interno di questo tracciato murario sono ancora conservate due cisterne che si presentano come vani rettangolari,
oggi completamente interrati, coperti con volte a botte, sul cui dorso si intravede una botola per il prelevamento dell'acqua."
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